Il problema della quota variabile Tari delle pertinenze domestiche | Calcolo TARI

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Il problema della quota variabile Tari delle pertinenze domestiche | Calcolo TARI

By Emanuele Quercetti | TARI, | calcolo TARI | 02 dicembre, 2017

 La quota variabile TARI è costante argomento di discussione. Ecco alcuni chiarimenti pratici.

 Ogni utenza domestica ha per legge una quota fissa ed una quota variabile TARI e la stessa legge vieta di non far pagare una quota ad una qualsiasi categoria di utenze TARI; anche riduzioni tariffarie ad hoc non sono permesse.

Le pertinenze accatastate separatamente, oggetto proprio del contendere di questi giorni, contano come utenze stesse.

Questo capita, ad esempio, se appartamento e pertinenza sono su civici diversi oppure se un cittadino possiede solo un garage e nessun appartamento. Sommare queste pertinenza all’abitazione significherebbe far “sparire” dal database dei tributi una delle due utenze, con tutto ciò che di grave ne consegue.

Infatti è proprio questo l'orientamento della Cassazione: con la sentenza n. 2202/2011 ha ritenuto tassabili i garage e le autorimesse sulla scorta del principio per il quale vi è una presunzione legale di produttività di rifiuti derivante dall'occupazione o dalla detenzione di locali e aree. Proprio i costi di raccolta e smaltimento che vengono coperti con il pagamento della quota variabile TARI, come previsto dal PEF del DPR 158/99.

 

Il nuovo (vecchio) conteggio delle Tariffe Tari nel caso di abbattimento della quota variabile delle pertinenze

Con il DPR 158/99 è obbligatoria la copertura integrale dei costi rifiuti: ciò significa che le pertinenze ed i garage hanno pagato una quota parte altrimenti destinata alle altre utenze domestiche.

Saranno proprio tutte le altre utenze a concorrere al pagamento del dovuto, cosa che fino ad oggi non avevano fatto. Non si tratta dunque in nessun modo di tariffe gonfiate: le leggi ed i meccanismi di calcolo non lo permetterebbero affatto. Ma chi sono questi altri?

 

Esempio di una quota variabile TARI

Nella simulazione di uno di quei Comuni “incriminati” le quote variabili TARI oggetto di questa discussione sono circa 17.000 per un totale annuo di emesso tari di circa € 800.000.

Simulando le nuove tariffe, o meglio le vecchie tariffe, perché questa sarebbe stata la situazione al 01/01/2013 applicando la regola di abbattere la quota variabile per le pertinenze, avrebbero diminuzione di circa 1 o 2 centesimi di euro al mq ed un aumento dai 10 ai 35 euro per le quote variabili a partire da 1 componente fino a 6.

Per esempio:

  • una famiglia di 4 persone su mq 100 ed una pertinenza di 20 mq pur abbattendo la Quota Variabile TARI dei garage di € 47 teorico, avrebbe un risparmio reale di circa € 13
  • mentre una famiglia di 6 persone su mq 70 senza garage avrebbe un aumento reale di € 35

 

La questione dei rimborsi

Altra questione aperta rimane quella dei rimborsi degli anni precedenti che, seguendo le indicazioni fatte per altri temi simili (vedi DL 78/2015 sugli inesigibili), orientano verso l’applicazione della copertura di essi attraverso le tariffe TARI.

Inoltre i rimborsi degli anni precedenti, se non ci saranno nuove norme, verranno “coperti” con la voce CCD (Costi Comuni Diversi) del Piano Economico Finanziario; ciò significa che anche le utenze non domestiche si dovranno accollare parte di essi.

 

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